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La Valle del Drago

Definito il progetto relativo alla tipologia di struttura ricettiva, il gruppo di soci si pone il “solito” problema: ma come chiamiamo il rifugio? escono diverse proposte, da quelle più banali a quelle meno comprensibili, qualche inglesismo, qualche termine ad effetto in dialetto, ma alla fine GIANCARLO mette tutti d’accordo… lo chiamerei “LA VALLE DEL DRAGO”
Il perché di questa scelta (termine spesso abusato e orientaleggiante) è molto più semplice di quanto si possa supporre: la VALLE DEL DRAGO esiste per davvero e può essere “intravista” dal rifugio stesso, in quanto si sviluppa immediatamente sulla destra del “ghiaione” che scende ad imbuto. La VALLE DEL DRAGO ci ha accompagnato durante la nostra intera esistenza, forte del fatto di averla visitata almeno una volta in gioventù ed averne sentito parlare dagli avi, providi di aneddoti e paure. Proponiamo alla Vostra attenzione, una pubblicazione web, realizzata nel 2008 dal nostro presidente Ercole e siamo a disposizione dei turisti per organizzare visite in un luogo tanto suggestivo e carico di contenuti scientifici.
L'aspetto selvaggio e i tormentati dirupi che sovrastano questa piccola e aspra valle hanno di certo sollecitato la fantasia degli antichi residenti a collocarvi la dimora di spaventose creature e a dedicarle una adeguata denominazione. Ancora oggi si racconta di rettili dotati di rettili deleteri nei confronti degli umani e degli animali domestici.
In realtà il luogo è selvaggio e di non facile percorrenza ma SPETTACOLARE e di grande interesse naturalistico, in particolare dovuto alla presenza di fenomeni geomorfologici molto evidenti come i calanchi scavati dal ruscellamento delle acque piovane su terreni poco coerenti e molto ripidi: la continua erosione impedisce il formarsi di una copertura vegetale. Qui l'acqua ha generato calanchi del tutto simili a quelli dell'Appennino, la molto diffusi per l'abbondante presenza di argille superficiali. In un gruppo calcareo come è quello in cui ci troviamo questi fenomeni sono piuttosto rari ma in questo particolare sito di transizione tra due sistemi montuosi di differente origine, si sono verificate le condizioni favorevoli a queste formazioni.
Il contrasto dei colori delle gialle fasce di argilla, con il verde della vegetazione e il grigio chiaro delle rocce rende quanto mai spettacolare la visione del fenomeno. L'accesso avviene dalla frazione di Foppacava, dove un sentiero scende di qualche decina di metri al ponticello sul torrente Valsecca. Si prosegue di mezza costa in direzione sud-ovest, si supera la valle dell'Asino, una vecchia stalla e si raggiunge il dosso sulla sponda destra orografica della Valle del Drago. Da qui la vista fronteggia tutto il ripido versante dove stanno i calanchi e si può godere di un panorama sorprendente e spettacolare. Dal dosso il sentiero di addentra nella Valle del Drago mantenendosi attorno alla quota di 800 m fino a raggiungere il fondovalle, dove sono ancora visibili i resti di un antico forno per la produzione della calce. Si risale agevolmente il fondo ghiaioso della valle e si perviene al salto roccioso che chiude il percorso, salto sormontato da uno stretto e levigato scivolo che costituisce l'angusto scarico di tutte le acque e detriti provenienti dall'ampia parete sovrastante. Ambiente severo e affascinante che incute un profondo senso di isolamento... Tempo di percorrenza da Foppacava circa 40 minuti al salto alto.

26-09-2008 - Roncobello - Alta Val Brembana - Prealpi Orobie bergamaschereportage by Ercole Gervasoni


Annuario CAI BG 2010

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