L’orto e il giardino didattico
L’orto e il giardino didattico sono realizzati nell’area del rifugio e possono essere visitati con l’accompagnamento degli addetti.
L’orto copre una superficie di cirrca 110 mq ed è dedicato alla coltivazione biologica di verdure, legumi ed erbe aromatiche utilizzati nella preparazione dei piatti che sono offerti agli ospiti.
In particolare sono coltivate due varietà di fagioli che fanno parte di una tradizione secolare di Bàresi.
La prima è un fagiolo rampicante “mangiatutto” con il baccello di medie dimensioni di colore verde brillante; nella tradizione locale è definito “ol tighe de la Lazera”. Lessato, è caratterizzato da un profumo e un sapore eccezionali; al palato risulta di grande morbidezza.
Viene servito lessato e condito a seconda dei gusti; eccezionale condito con olio di noci secondo l’antica ricetta locale.
La seconda è un rustico fagiolo rampicante a fiori rossi e produce grandi baccelli da sgusciare. Il fagiolo è di grosse dimensioni, simile al “fagiolo di Spagna “ ma di un bel colore violaceo screziato. Può essere utilizzato fresco o secco; di sapore deciso è ottimo per minestroni, in insalata accompagnato da cipolla, nella trippa. Un solo fagiolone costituisce un bocconcino che riempie la bocca. Non avendo un nome specifico lo abbiamo battezzato “occhio di drago”.
Entrambe le varietà sono a buona ragione da considerarsi tra le tipicità della nostra cucina.
Il giardino didattico copre una superficie di circa 480 mq ed è dedicato a piante, arbusti, erbe e fiori spontanei della Valsecca di Roncobello.
Comprende anche alcune varietà di alberi da frutta (peri, meli, susine, nocciole) e frutti di bosco (lamponi, fragole, mirtilli, ribes, uva spina) che forniscono la nostra cucina di preziose materie prime per comporre deliziosi dessert.
A parte alcune piante e arbusti tipici della valle e qui messi a dimora, (sorbi, maggiociondolo, lantana, biancospino, ecc.) la stragrande maggioranza delle erbe e dei fiori presenti crescono spontaneamente. Tra queste, alcune tra le più rappresentative vengono isolate e segnalate con la loro denominazione ma la maggior parte sono semplicemente presenti e possono essere individuate ed esaminate durante la visita.
In una zona separata sono anche presenti erbe e piante aromatiche (menta, timo, rosmarino, lavanda,melissa, ginepro, alloro, ecc.) il cui uso, tanto nell’arte culinaria quanto nella cura della salute, fa parte della tradizione popolare.
Una cosa va detta: tutte le erbe posseggono proprietà curative , anche se utilizzate semplicemente come alimento. Valorizziamole quindi sotto questo aspetto, lasciando agli specialisti farmaceutici il compito di preparare medicamenti e limitandoci a goderne i sapori e le virtù tramite i gustosi piatti proposti dalla tradizione e da esperti cuochi.
Il risparmio energetico
Gli impianti tecnologici del rifugio sono stati progettati e realizzati con la massima attenzione al risparmio energetico e al rispetto per l’ambiente. In particolare per l’impianto di riscaldamento si è puntato sull’uso di energie alternative rinnovabili. Le fonti energetiche prioritarie sono il sole e le biomasse (legna) che forniscono l’acqua calda per uso sanitario e per il riscaldamento dell’edificio.
Il risparmio energetico annuo rispetto alla situazione precedente è di circa 20.000 kWh sulle fonti primarie il che significa circa 19 tonnellate in meno di CO2 immesse in atmosfera.
Tale risultato è stato raggiunto attraverso i seguenti interventi sull’impianto per la produzione di acqua calda sanitaria e per il riscaldamento:
-Sostituzione della vecchia caldaia a gasolio da 113 kW con una caldaia a fiamma rovesciata da
34 kW, ad alto rendimento e alimentata a biomassa (legna).
-Installazione di n° 5 pannelli solari sottovuoto per una superficie totale lorda di 16 mq
-Installazione di un serbatoio di accumulo fortemente isolato della capacità di 1.000 litri con funzione di riserva e volano di acqua calda.
-Installazione di valvole termostatiche su tutti i termosifoni dell’impianto di riscaldamento.
-Coibentazione con pannelli isolanti della copertura della veranda.
-Perlinatura con doghe in legno del soffitto e delle pareti della veranda per una superficie di 100 mq
Un ulteriore risparmio potrà essere realizzato nel caso vada a buon fine il progetto per un impianto di produzione di energia elettrica tramite pannelli fotovoltaici posizionati sul tetto dell’edificio. L’impianto prevede una produzione media annua di energia elettrica pari a circa 10.000 kWh
che porterebbe a circa 30 le tonnellate in meno di CO2 immesse in atmosfera in un anno.
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